Apr 30 2008
Le chiese rupestri del circuito urbano
I luoghi di culto presenti sia nel Barisano che nel Caveoso sono coerenti con l’architettura rupestre dei Sassi. Si tratta di chiese o di complessi monastici, veri e propri monumenti ipogei scavati nel tufo; in essi si insediarono monaci provenienti prevalentemente dall’oriente. Per questo i numerosi affreschi che impreziosiscono questi luoghi hanno spesso uno stile simile a quelli bizantini. Una delle più suggestive è la “Madonna dell’Idris”.
All’interno della rupe denominata “Monterrone”, nel Sasso Caveoso, sono ubicate due chiese rupestri tra loro comunicanti attraverso uno stretto cunicolo: la Madonna dell’Idris, la cui facciata è costruita con blocchi di tufo, e san Giovanni in Monterrone, interamente scavata e ricca di affreschi realizzati dal XII al XVII secolo. Non più destinato al culto, questo luogo fu murato e adibito a sepoltura, come testimoniano i numerosi resti umani presenti fino ad alcuni anni fa.
SANTA LUCIA ALLE MALVE
Sul ciglio della gravina, sotto la rupe del Monterrone, è ubicata Santa Lucia alle malve, riconoscibile dai calici con gli occhi raffigurati sulle porte d’accesso. Fu un antico cenobio di monache benedettine, che vi rimasero fino al 1283. La presenza di giacigli, scanni, cisterne, testimoniano la vita semplice del cenobita. Negli affreschi sono evidenti elementi pittorici di fattura orientale e latina.

CONVICINIO DI S.ANTONIO
Un portale sormontato da un arco ad ogiva immette in un cortile su cui si affacciano 4 chiese rupestri: S. Primo, o delle tempe cadute; Sant’Eligio, San Donato e Sant’Antonio abate. Esse costituiscono il complesso monastico denominato convicinio di S. Antonio. Anche qui sono presenti affreschi di notevole pregio. Nel XVII secolo furono adibite a cantine.


