Archive for the 'I luoghi' Category

Mag 07 2008

Alla scoperta dei Sassi:itinerario consigliato

Published by amici del turista under I luoghi

Uno dei punti più suggestivi per “scendere” nei Sassi è Piazza Vittorio Veneto, il centro della città. La balconata panoramica si affaccia sul Sasso Barisano e ha difronte la Cattedrale. Si può accedere agli antichi rioni dagli Ipogei - al momento ancora inagibili per lavori di restauro - oppure dal cosiddetto “ponticello”, una scalinata che si trova vicino all’edicola. Si percorre così Via Fiorentini, già immergendosi nel suggestivo paesaggio fatto di stradine, vicoli, vicinati, grotte, ma anche di case palazziate con loggiati ricchi di fregi. In questa parte dei Sassi molti ambienti sono stati ristrutturati e adibiti a ristoranti, negozietti, gelaterie. Dopo i primi 100 metri si presenta una biforcazione dove c’è una fontana: svoltando a  sinistra, in via D’addozio, è possibile vedere le chiese di San Pietro Barisano (splendida!), di Sant’Agostino e ritornare al Piano in prossimità della Villa Comunale; proseguendo verso destra si costeggia la Gravina e si entra nel Sasso Caveoso. E’ una passeggiata molto piacevole e interessante, perchè il percorso è ricco di testimonianze artistiche e storiche: la chiesetta di S. Antonio Abate, la Torre Metellana, le chiese di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, dove ogni anno vengono allestite mostre di livello internazionale. Arrivati nella piazza davanti alla Chiesa di San Pietro Caveoso si oltrepassa un arco e ci si immette in Vico Solitario, stradina che conduce alle chiese rupestri della Madonna dell’Idris e di San Giovanni in Monterrone (da non perdere!). Qui c’è la possibilità di visitare anche una casa contadina tipicamente arredata, denominata ”Casa - grotta”. Scendendo dalla roccia dell’Idris si prosegue la risalita  verso il Piano per via Bruno Buozzi, dove ci sono gelaterie, negozietti d’artigianato e da cui si accede sulla sinistra al Rione Malve, il primo vicinato dei Sassi ad essere stato ristrutturato e abitato grazie anche all’impegno di giovani volontari provenienti da tutta l’Europa. Sempre in questo vicinato c’è un antico cimitero in cui sono stati rinvenuti arredi tombali e resti umani probabilmente risalenti all’VIII secolo A.C.; la particolarità di questa necropoli è la sua ubicazione su un gradone roccioso che costituisce il tetto della Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve. Arrivati al Piano, dopo pochi metri sulla destra ci si trova in Piazzetta Pascoli, dove è d’obbligo affacciarsi alla balconata per godere la suggestiva vista del Sasso Caveoso. Buona passeggiata! 

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Mag 06 2008

La Murgia

Published by amici del turista under I luoghi

La murgia materana, il cui termine deriva dal latino murex che significa conchiglia, scoglio, è un altopiano di roccia calcarea - emerso dal mare nel cretaceo superiore - in cui si avvicendano rupi, grotte e pianori; essa è solcata da una profonda fenditura - la gravina - dove scorre il torrente omonimo. Qui l’uomo si è insediato fin dalla preistoria, utilizzando le caverne naturali per le sue necessità abitative e di culto.
Oltre ai resti di villaggi risalenti ad epoca neolitica, si contano numerose chiese rupestri, scavate sui fianchi delle gravine da monaci provenienti prevalentemente dall’Oriente. Eremiti e comunità monastiche hanno ricavato all’interno delle grotte giacigli, scanni, cisterne per l’acqua, stalle per le greggi, spazi liturgici, ornando le pareti con immagini sacre affrescate. I rifugi degli eremiti, piccoli spazi ipogei con un giaciglio e qualche nicchia per appoggiare quanto serviva alla sopravvivenza - si alternano a strutture più complesse, le laure e i cenobi. Le prime sono costituite da una serie di grotte indipendenti collocate nei pressi di una chiesa, unico luogo d’incontro dei monaci. I cenobi, invece, presentano una serie di ambienti comunicanti scavati nella roccia, a volte su diversi livelli, con spazi destinati alla organizzazione della vita comunitaria, come cisterne per la raccolta dell’acqua e pozzi per conservare il cibo. Le tracce degli insediamenti monastici suggeriscono immagini di una vita semplice ed essenziale, dedicata alla preghiera, alla penitenza, al duro lavoro nei campi.
La Murgia è ricca di suggestioni artistiche e naturalistiche: il profumo del timo e del rosmarino, i voli dei corvi e del falco grillaio, i colori dei fiori che spiccano sulla roccia o nella macchia mediterranea fanno da cornice ai silenzi densi di storia delle chiese rupestri.
Oggi questo grande patrimonio è tutelato e gestito dal Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, più semplicemente detto Parco della Murgia Materana. Esso si estende per 6128 ettari, interessando i comuni di Matera e Montescaglioso. L’Ente ha istituito Centri di educazione ambientale che intraprendono valide iniziative per far conoscere - particolarmente ai giovani - la ricchezza di un patrimonio ambientale e storico di grande valore e di forte impatto emotivo.

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Apr 30 2008

Le chiese rupestri del circuito urbano

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I luoghi di culto presenti sia nel Barisano che nel Caveoso sono coerenti con l’architettura rupestre dei Sassi. Si tratta di chiese o di complessi monastici, veri e propri monumenti ipogei scavati nel tufo; in essi si insediarono monaci provenienti prevalentemente dall’oriente. Per questo i numerosi affreschi che impreziosiscono questi luoghi hanno spesso uno stile simile a quelli bizantini. Una delle più suggestive è la “Madonna dell’Idris”.
All’interno della rupe denominata “Monterrone”, nel Sasso Caveoso, sono ubicate due chiese rupestri tra loro comunicanti attraverso uno stretto cunicolo: la Madonna dell’Idris, la cui facciata è costruita con blocchi di tufo, e san Giovanni in Monterrone, interamente scavata e ricca di affreschi realizzati dal XII al XVII secolo. Non più destinato al culto, questo luogo fu murato e adibito a sepoltura, come testimoniano i numerosi resti umani presenti fino ad alcuni anni fa.

Madonna dell\'Idris

SANTA LUCIA ALLE MALVE
Sul ciglio della gravina, sotto la rupe del Monterrone, è ubicata Santa Lucia alle malve, riconoscibile dai calici con gli occhi raffigurati sulle porte d’accesso. Fu un antico cenobio di monache benedettine, che vi rimasero fino al 1283. La presenza di giacigli, scanni, cisterne, testimoniano la vita semplice del cenobita. Negli affreschi sono evidenti elementi pittorici di fattura orientale e latina.

CONVICINIO DI S.ANTONIO
Un portale sormontato da un arco ad ogiva immette in un cortile su cui si affacciano 4 chiese rupestri: S. Primo, o delle tempe cadute; Sant’Eligio, San Donato e Sant’Antonio abate. Esse costituiscono il complesso monastico denominato convicinio di S. Antonio. Anche qui sono presenti affreschi di notevole pregio. Nel XVII secolo furono adibite a cantine.

 

 

 

 

 

 

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Apr 28 2008

I Sassi

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I Sassi, dichiarati dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’Umanità nel 1993, costituiscono il vecchio nucleo abitativo della città. I due antichi quartieri, che nel duecento erano definiti “rioni pietrosi abitati”, vengono descritti da Carlo Levi come l’immaginario inferno dantesco. Denominati Barisano e Caveoso, essi prendono forma all’interno di due ampie cavità rocciose e si caratterizzano per una incredibile architettura rupestre che, anziché costruire il pieno nel vuoto, scavava il vuoto nel pieno.
Così venivano realizzate grotte artificiali in cui ubicare case, stalle, cantine, chiese - in un primo tempo solo interrate - successivamente arricchite di strutture esterne costruite - in modo da proteggere le abitazioni dal freddo e dal caldo.
In queste povere case, che prendevano aria e luce solo dalla porta, vivevano in promiscuità uomini e bestie.

Sasso barisano

Il paesaggio del Sasso Caveoso, più aspro e primitivo del Barisano, è ricco di suggestioni: nei vicoletti c’è ancora l’eco delle ruote dei traini e degli zoccoli dei muli, che di buon mattino portavano gli uomini al duro lavoro dei campi; nei vicinati, voci di donne che lavoravano chiacchierando, litigando, raccontando storie di uomini e spiriti.
I Sassi furono evacuati per ragioni igienico - sanitarie nel periodo che va dal 1952 al 1960; agli abitanti furono assegnante nuove case appositamente costruite nella periferia della città.
Oggi l’antico e il nuovo si integrano grazie al recupero strutturale di alcune zone: abitazioni ristrutturate di notevole fascino, destinate a vari usi, si alternano a necropoli di epoca barbarica e al nucleo del Rione rimasto intatto, che costituisce il museo demo antropologico.

 

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